“Il cinghiale proviene dall’Eurasia e dal Nordafrica, nell’arco dei millenni è stato più volte decimato e poi reintrodotto sia in vecchi ambienti sia in nuovi ambienti, dove non ha fatto nessuna fatica sia a riadattarsi sia a proliferare grazie a doti di resistenza ed adattabilità sicuramente fuori dal comune. Dotato di una vista molto poco acuta, compensa a questa sua mancanza con l’olfatto e l’udito che al contrario sono notevolmente sviluppati. La sua particolare struttura corporea e la pelle molto spessa ricoperta di setole di cui è dotato, gli consente di incunearsi nelle macchie più fitte del bosco laddove gli altri animali non riescono a  transitare. Sia i cuccioli che le femmine sono soliti vivere in branco, i maschi più vecchi invece sono animali solitari. Il cinghiale è un animale onnivoro, è solito scavare col grugno nel terreno per procurarsi  tuberi, radici, ghiande, insetti, larve e lombrichi, ma non disdegna nella sua molto varia alimentazione anche uova di uccelli e piccoli mammiferi. Cura molto la sua igiene: l’abitudine di rotolarsi nel fango, detta insoglio, è la prima azione che l’animale compie dopo essersi svegliato ed ha la duplice funzione di rinfrescare il corpo nei mesi caldi, proteggendolo inoltre da scottature dovute ai raggi solari, oltre che di favorire la cicatrizzazione delle numerose ferite che l’animale si procura in combattimento od attraverso il semplice movimento nel sottobosco spinoso. Per scrostarsi di dosso il fango essiccato si sfrega contro massi e tronchi d’albero; così si pulisce anche dai parassiti, delle bestioline che si nascondono tra i suoi peli. Laddove siano assenti pozze d’acqua atte all’insoglio, il cinghiale ne ricava una smuovendo la terra col grugno ed urinandovi, per poi rotolarsi nell’impasto ottenuto. I cinghiali non hanno un territorio preciso ma si muovono molto da un luogo all’altro. Nella cultura dell’antica Grecia, il cinghiale era visto come simbolo di morte e simbolo dell’oscurità in lotta con la luce, a causa delle sue abitudini notturne e della colorazione scura del manto.”

 

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